Me lo chiedono spesso, con parole diverse ma sempre con la stessa sostanza: in cosa è diverso il tuo second brain da quello che potrei fare io, aprendo una chat e scrivendoci dentro?
È la domanda giusta. Per un po’ ho risposto male, parlando di prompt, di modelli, di quale abbonamento conviene. Sono cose vere che però stanno a valle. Il punto sta più a monte, ed è uno solo: la memoria di contesto e la capacità di metterla in relazione.
Due colleghi simili ma non uguali.
Lavorare con un collega che si ricorda tutto quello che gli hai detto il mese scorso è diverso da lavorare con uno a cui devi rispiegare tutto ogni mattina.
Non è una differenza di intelligenza. I due possono essere bravi uguale. È una differenza di quanto lontano riuscite ad arrivare insieme prima che finisca la giornata. Con il primo il lavoro riprende. Con il secondo il lavoro ricomincia.
Claude, Gemini e GPT, presi da soli, sono il secondo tipo. Ogni conversazione riparte da zero: non sanno cosa fai, non sanno cosa avete deciso il mese scorso, non sanno perché una strada l’avevi già scartata. Senza un posto dove stiano i dati veri ragionano per inferenza. In parole povere tirano a indovinare. E lo fanno con un aplomb che non aiuta: sono dei candidi bugiardi, ammettono l’errore ma perseverano impuniti nel farlo.
Chiunque ci abbia lavorato sul serio conosce la scena. Correggi, il modello si scusa e tre risposte dopo rifà esattamente la stessa cosa.
Second brain: documentare tutto
Il punto è: cosa succede se le informazioni che dai al modello sono descrittori di tutti gli ambiti della tua vita?
Intendo lavorativa, personale, famigliare, studio, sport, legale, finanza. Intendo dire documentare tutto.
Significa costruire una replica dei contesti dove ti viene richiesto di ragionare. Sento già le opposizioni sollevarsi.
“Ah certo, tutti i miei dati personali dati in pasto a…”
“Stiamo diventando sempre più stupidi…”
“Ma non sai che gli LLM possono allucinare?!”
E hanno perfettamente ragione. Gli LLM allucinano, i tuoi dati sono tuoi. Un second brain si costruisce addosso a queste due cose: fonti verificate da una parte, file che restano sul tuo disco dall’altra.
Ma se senti già di ricadere in questa categoria, sei esattamente il tipo di persona che avrebbe bisogno di un second brain. Perché a rispondere potrebbe essere stato il tuo sistema 1, quello che scatta prima che tu abbia pensato, perché le tue paure rischiano di essere più grandi della tua capacità di ragionare. Perché probabilmente degli LLM finora hai usato solo una parte più elementare.
Quindi no, non sto scrivendo che il second brain deve ragionare al posto tuo, anzi, sto dicendo ben altro. L’obiettivo è proprio quello di configurarlo per farti “pagare” in termini di ragionamento.
Tanto che lavorandoci sopra mi sono trovato a configurare i miei guardrail, i miei sistemi di grounding e i miei modelli mentali. E il sistema ha iniziato a rispondermi così, accusandomi di archiviare i suoi segnali invece di agirci:
“Un segnale senza prezzo è pubblicità; un segnale con prezzo è una fattura. Il wiki ha emesso fatture per nove settimane e le ha archiviate come brochure.”
Ma.. è una storia lunga, va digerita un pezzo alla volta.
Nella vita di tutti i giorni, quando sento che qualcuno ha “ragionato” su un argomento penso che non abbia fatto altro che prendersi un ristretto momento di lucidità, per applicare le più radicate distorsioni cognitive e collegare gli elementi più evidenti e superficiali di una situazione.
Se il campo del ragionamento era un progetto di vita, probabilmente ha “smosso” qualche contraddizione. E spesso solo questo rappresenta un grande traguardo.
Con un second brain parlo di un cambio di paradigma. Ho avuto la presunzione di estendere le mie capacità cognitive semplicemente estendendo il contesto dove potevo applicare i miei ragionamenti. Ho mappato le distorsioni cognitive più comuni, i bias cognitivi e ho messo un LLM alla ricerca di questi pattern nelle mie scelte.
Insomma ho voluto cambiare le possibilità di direzione, cercando di spostarmi dal binario che i miei pregiudizi e il mio background mi hanno creato.
Cos’è un second brain (con LLM wiki)
Un wiki locale non è un prodotto e non è un’applicazione da comprare. Sono file di testo sul tuo computer, scritti in modo leggibile da te e dalla macchina, organizzati perché il sistema possa ricordare, collegare e strutturare quello che gli hai detto nel tempo.
In pratica è un archivio che curi tu, con un LLM che lo tiene in ordine e sa rileggerlo.
Il funzionamento pratico è meno esotico di quanto suoni. Quando fai una domanda, invece di ripartire dal nulla il sistema va a pescare i pezzi di contesto che servono a quella domanda specifica e se li mette davanti. Iniezioni di contesto mirato al posto di un lungo riassunto che rifai ogni volta.
Non solo ottieni risposte mirate, precise e aggiornate, ma risparmi pure token, cioè quello che paghi a ogni domanda.
Inoltre un wiki così non dipende da un modello specifico. Oggi ci lavora Claude. Domani ci lavorerà un altro modello, probabilmente migliore e probabilmente più economico. O addirittura un modello scaricato in locale. I file restano tuoi, sul tuo disco, leggibili con qualsiasi editor di testo esistente. Stai costruendo su una cosa che sopravvive al fornitore.
Chi ha vissuto un paio di migrazioni forzate da un software all’altro sa quanto vale. Nessun effetto lock-in, nessuna scelta “definitiva”. Inizi e cambi quando vuoi.
Il merito a chi l’ha pensato
Il metodo si chiama LLM wiki e non è farina del mio sacco. L’ha pubblicato Andrej Karpathy in un gist pubblico che chiunque può leggere gratis, in mezz’ora. Lo schema di base è quello.
Quello che ho fatto io è declinarlo sul mio lavoro e sulla mia vita, che poi è l’unica parte che nessuno può fare al posto tuo. Lo schema si copia in un pomeriggio. La calibrazione no. E non perché sia un segreto: è fatta di quali domande ti fai davvero, di quali fonti ti fidi, di cosa vale la pena ricordare fra sei mesi e cosa no. Sono decisioni tue. E sbagliarle è parte del processo.
Cosa trovi in questa serie
Non ho intenzione di scrivere il trattato completo sull’architettura, perché sarebbe illeggibile e servirebbe soprattutto a me. Preferisco partire dai casi concreti: cosa risolve, in situazioni riconoscibili, con esempi veri presi dal mio.
Un articolo per caso d’uso. Come si distilla un libro in venti minuti di lettura senza perdere la sostanza. Perché uso NotebookLM al posto di un motore di ricerca costruito in casa. Come si parte, e con quale ordine, se oggi non hai niente.
La domanda da cui sono partito era in cosa è diverso. La risposta più onesta che so dare è che non è diverso il modello. È diverso quello che il modello ha davanti quando gli parli.